Accordo interregionale sul prelievo legnoso. Firmano anche il PEFC Italia e l’Aci agroalimentari

Gianni Fava (Assessore Agricoltura Regione Lombardia), Cristiano Shaurli (Assessore Risorse agricole e forestali Regione FVG) e Stefano Mai (Assessore Agricoltura, Sviluppo Entroterra e Zone rurali Regione Liguria) al Tavolo per "L'accordo interregionale sul prelievo legnoso in ambito boschivo e sulla filiera legno" - Verona 26/02/2016

Salvare le foreste dall’abbandono facendo ricorso a una gestione moderna e sostenibile, affidando il compito anche a imprese private operanti nella filiera foresta-legno. E, parallelamente, favorire un maggior utilizzo del materiale proveniente da boschi autoctoni e promuovere il Made in Italy dei prodotti a base di legno di origine nazionale.
Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano l’Accordo interregionale sul prelievo legnoso in ambito boschivo e sulla filiera legno, firmato recentemente in Fiera, a Verona, dall’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali del Fvg, Cristiano Shaurli, dai colleghi di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano, da numerosi altri partner  economici della filiera, tra cui il vicepresidente nazionale di Federlegno, Paolo Fantoni.
Il documento, siglato nell’ambito della manifestazione “Progetto Fuoco”, costituisce un atto di indirizzo politico e programmatico per il comparto della filiera foresta-legno. Il suo intento è quello di dettare, per i prossimi anni, l’agenda in tema di gestione del patrimonio boschivo e della green economy.
Ad aprire la strada all’Accordo territoriale sono state inizialmente le Regioni Fvg, Lombardia e Veneto, le quali avevano già sottoscritto, tempo addietro, a Venezia un’intesa per la valorizzazione della produzione pioppicola. Da qui l’allargamento di quest’oggi a una serie di altri territori e soggetti che hanno chiesto di poter aderire all’iniziativa.
Fra i firmatari figura anche il PEFC Italia, citato nell’accordo come strumento per coniugare l’utilizzo della risorsa legnosa agli aspetti di sostenibilità ambientale, così come riconosciuti dallo standard di Gestione Forestale Sostenibile PEFC. L’accordo è stato firmato dal presidente del PEFC Italia, Pier Luigi Ferrari.

«Il comparto forestale – spiega l’assessore Shaurli – è un settore d’interesse strategico; c’è infatti un ricco tessuto nazionale di imprese nel campo delle costruzioni, del manifatturiero e in quello energetico, che si approvvigiona di legno e che vuole disporre in modo maggiore anche di materia prima locale, secondo principi di sostenibilità ambientale riconosciuti dai protocolli internazionali. L’Accordo di oggi favorisce questo metodo operativo e rappresenta anche la prima forma di attuazione a livello territoriale del piano nazionale finalizzato alla promozione del Made in Italy di prodotti a base di legno di origine nazionale. L’atto è poi in linea con la strategia nazionale del Programma Quadro per il Settore Forestale e con le Misure Forestali per lo Sviluppo Rurale, elementi tra l’altro già presenti nel Psr del Fvg. La sottoscrizione dell’Accordo – conclude Shaurli – è, infine, motivo di soddisfazione per il Fvg poiché, nella nostra regione, la certificazione legnosa presenta dati di assoluto rilievo. Nel nostro territorio l’imprenditorialità che opera nella filiera foresta-legno ha ancora margini di crescita, potendo così contribuire a un rilancio socioeconomico per la nostra montagna».

«In Italia l’81% della superficie forestale nazionale è potenzialmente disponibile al prelievo legnoso, ma paradossalmente quasi il 90% delle materie prime necessarie per le industrie da opera o energetiche è importato. Per questo è estremamente positiva l’intesa raggiunta per incrementare il prelievo», aggiunge il coordinatore del settore forestale dell’Alleanza delle Cooperative Italiane (Aci) agroalimentari, Gianni Tarello.

Le Regioni firmatarie si caratterizzano per un sottoutilizzo più o meno marcato della risorsa forestale legnosa; il loro patrimonio forestale copre però circa il 29% della superficie totale nazionale (per superficie forestale si intende “i boschi alti” secondo la definizione FAO del bosco e i dati Inventario Nazionale Forestale Carbonio 2005), grossomodo 3 milioni di ettari. Su quest’area insiste un capitale legnoso di circa 500 milioni di mc che si caratterizza per un accrescimento annuo, in volume, pari a 10,5 milioni di mc, considerando le aree disponibili al prelievo, equivalente a circa 1,8 milioni di mc (media annua) che, a sua volta, rappresenta il 18% del prelievo sostenibile sotto il profilo ambientale.

Negli ultimi 20 anni, il patrimonio forestale italiano è aumentato di circa 1,7 milioni di ettari, ma sul territorio nazionale, in media, non più del 25% di questo incremento viene utilizzato. Il livello di produttività delle foreste italiane è uno dei più bassi dell’Ue, con un valore dei prelievi anche dimezzato rispetto a Francia, Spagna, Portogallo e soprattutto Germania e Austria.

La firma dell’Accordo rappresenta, dunque, una significativa opportunità di sviluppo delle filiere forestali che, se correttamente pianificata sul territorio in accordo con le imprese di trasformazione, potrebbe portare non solo a indubbi benefici ambientali ed economici, ma anche a una valorizzazione della gestione del patrimonio forestale nazionale in grado di produrre occupazione e di coniugare, in un’unica filiera, anche la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. (Essegipress)