Albero dell’Anno 2016: la farnia di Sterpo vince il premio della critica

unnamed-65Una maestosa roverella siciliana di circa 600 anni, alta 20 metri con un tronco di 7, alla cui base si apre una grande cavità, per cui è nota come la Grande quercia cava, tanto da ospitare all’interno delle enormi stalattiti di legno, è stata eletta “Albero dell’Anno 2016” dal Gruppo di Facebook “Amici degli Alberi”. Il premio della critica è andato, invece, ad una farnia di Sterpo (Quercus robur) del Friuli.

Il concorso è ideato e promosso da Antimo Palumbo, uno storico degli alberi di Roma, attraverso la rete e raccoglie, ormai, 20.500 iscritti.
Il concorso, che ha tre anni di vita, è il primo a occuparsi di eleggere un albero significativo per il nostro Paese. La roverella vincitrice (Quercus pubescens Wild), si trova in provincia di Messina, in un querceto rado, circondata da olivi e poche altre querce, un luogo isolato, a Santa Lucia del Mela, nella località Vallone Ghiacciari. La sua candidatura è stata proposta da Davide Miroddi, che ne diventa così il “custode”. Per la roverella, Miroddi si è dato molto da fare e ha presentato anche una nutrita scheda tecnica (non necessaria per concorrere) che prevede un intervento di valorizzazione, oltre che di protezione. La battaglia della roverella l’ha vista in lizza contro 101 alberi candidati da tutta Italia (20 le regioni coinvolte).

Il premio della critica è andato, invece, a una farnia di Sterpo del Friuli, sita nel parco di villa Colloredo Venier a Bertiolo (Udine), un antico maniero del Trecento, ed è stata proposta da Paola Morselli. È un autentico monumento vegetale, alto 20 metri e ne ha quasi 8 di circonferenza. Ha tra i 500 e 600 anni ed è meravigliosa. La sua bellezza particolare è segnata da un originale ramo perpendicolare e molto basso, che la rende subito riconoscibile e unica.

Il concorso si chiama “Eleggi l’Albero dell’Anno”, ed è una sorta di festa degli Alberi, nel senso più nobile del termine, ma anche un gioco, molto ben articolato, una sorta di maratona sportiva degli alberi che vede in lizza una Regione contro l’altra. Inizia a novembre e finisce a metà febbraio. È facile partecipare: basta proporre un albero, diciamo del cuore, non necessariamente storico, bello, antico o elegante (la gara è aperta a tutti gli esemplari di alberi). È sufficiente indicare, nel gruppo di Facebook Amici degli Alberi, il nome comune del tipo di albero candidato e poi quello botanico (in caso di difficoltà provvederà a farlo l’organizzazione), pubblicare una foto recente, indicare dove si trova, cioè l’indirizzo, e il proprio nome. Vince l’albero più votato che arriva nelle finali dopo vari spareggi. Tutte le foto sono liberamente disponibili nella cartellina delle Foto (sempre Facebook, alla voce Amici degli Alberi e poi Eleggi l’Albero dell’Anno). I 101 alberi sono tutti lì, fotografati con la loro scheda di candidatura e vi si possono ammirare esemplari di ogni genere. Un viaggio nell’Italia dei patriarchi e del mondo arboreo più umile. L’Albero dell’Anno non risponde tanto e solo alla prerogativa della bellezza o dell’antichità, della grandezza monumentale, ma anche alle leggi del cuore o della storia privata e personale.

Oltre ai “Mi Piace” di Facebook, c’è anche giuria tecnica formata da un gruppo di 10 esperti (tra gli altri, la paesaggista Francesca Marzotto Caotorta, il neurobiologo Stefano Mancuso, il professore di Arboricoltura dell’università di Palermo e scrittore Giuseppe Barbera, la giornalista Paola D’Amico). (Essegipress)