Ambiente: anche in Fvg le regole per gli “acquisti pubblici verdi” (GPP)

v_smallL’attuazione in Fvg del Green Public Procurement (GPP) (noto in Italia come “acquisti pubblici verdi”) è stata proposta nel corso della seduta della Giunta regionale svoltasi alcuni giorni fa, dall’assessore all’Ambiente e all’Energia, Sara Vito.

«Il GPP, per il quale esiste fin dal 2008 un Piano d’Azione Nazionale (PAN – GPP), rappresenta uno strumento efficace per la promozione della green economy, che a sua volta costituisce una delle migliori opportunità per far fronte alla crisi economica in modo sostenibile», ha dichiarato l’assessore Vito, osservando che, per la nostra Regione, è giunto il momento di colmare il gap temporale accumulato rispetto ad altre realtà italiane.
Secondo la Commissione europea, il GPP è l’approccio in base al quale le Pubbliche Amministrazioni integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto «e nel panorama italiano – osserva Vito – è interessante l’esempio dell’Emilia-Romagna, che potrebbe addirittura diventare un modello da imitare, seppur con i dovuti adattamenti».
L’assessore ha pertanto segnalato l’opportunità di un’azione di “policy” per il lancio del GPP in regione. In questo senso, ha spiegato, sarebbe utile e importante l’avvio di una collaborazione che coinvolga l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) e le strutture dell’Amministrazione già competenti nei settori correlati alle categorie merceologiche per le quali sono in vigore, o in corso di approvazione a livello ministeriale, i Criteri Ambientali Minimi (CAM). Per inciso, i CAM costituiscono un set di valutazione, adottato con decreto del Ministero dell’Ambiente, che riguarda gli acquisti relativi a categorie quali arredi, edilizia, gestione dei rifiuti, servizi urbani ed energetici, elettronica, prodotti tessili, cancelleria, ristorazione, materiali per l’igiene e trasporti.
Individuati fra i criteri relativi alle etichette di qualità ecologica già presenti sul mercato o attraverso normative che impongono specifici standard ambientali (a esempio le misure adottate nell’ambito della direttiva Energy Related Products – ERP), i CAM rappresentano quindi, per gli Enti pubblici, la piattaforma di indirizzo per una razionalizzazione dei consumi in chiave ambientale che qualifichi forniture e affidamenti lungo l’intero ciclo di vita di prodotti e servizi.
Con l’obiettivo di elaborare, entro il prossimo 31 marzo 2015, un documento che definisca le strategie migliori per l’inserimento del GPP nelle politiche attive a favore di una maggiore interazione tra economia e ambiente, Sara Vito ha quindi proposto la costituzione di un gruppo di lavoro coordinato da un rappresentante della Direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione. Oltre che dai tecnici di questa Direzione, il gruppo sarà composto dai colleghi del Servizio centrale unica di committenza e del Servizio logistica della Direzione centrale Funzione pubblica (il primo perché principale centro d’acquisto di beni e servizi per l’Amministrazione regionale, il secondo per quanto attiene l’energy manager della Regione), della Direzione centrale Salute e Integrazione socio-sanitaria, di quella per le Infrastrutture (servizio Lavori pubblici) e dell’Arpa. (Fonte: ARC)