Domini Legnami: dal bosco alla fabbrica

Una storia lunga settant’anni è quella che contraddistingue la Domini Legnami di San Pier d’Isonzo (Gorizia). E, forse, l’unicità dell’ultima segheria dell’Isontino sta proprio in questo: continuare una tradizione perpetrata da decenni unendo innovazione, qualità, rapidità nella consegna attenzione ai cliente ed ecologia. Il tutto senza alcuna perdita economica, anzi: di recente l’azienda ha ampliato i suoi dipendenti, assumendo tre giovani – tutti sotto i 25 anni – e raggiungendo così i 12 impiegati. A dare inizio all’attività Igino Domini, padre di Adriano attuale proprietario, che nel 1935, a soli 13 anni, comincia a lavorare a Sauris per la segheria De Antoni.

Nel 1955 apre un commercio di tavolame a Versa e, nel ’60, costruisce un nuovo capannone a Ronchi dei Legionari proprio per il trattamento del legname, attività che verrà portata avanti assieme alla moglie e ai figli, Adriano e Marzia, fino ai 1995. Anno dell’acquisto dell’attuale stabilimento di San Pier, dove si specializzano nelle lavorazioni dei tronchi e segati per soddisfare le più svariate esigenze del commercio. Ultima tappa, in ordine di tempo, l’adeguamento, primo caso in tutto il Friuli VG, al Regolamento 995 dell’Unione Europea, conosciuto anche come “Due Diligence” finalizzato a contrastare il commercio di legname di origine o di taglio illegale e di prodotti da esso derivati. Nel 2013 l’azienda ha anche ottenuto il marchio PEFC, ossia la certificazione della Catena di Custodia dei prodotti di origine forestale.

Made in Friuli

Un import che, come racconta lo stesso Adriano, se prima vedeva arrivare principalmente tronchi dall’Austria ora è stato decisamente rimodellato, acquistando gran parte del legname dalla regione. Si è deciso di aumentare la filiera corta, tanto che l’azienda è l’unica del territorio isontino a essere entrata nella filiera “Boschi Alto Tagliamento”, della quale fa parte anche una segheria di Ampezzo.

Il lavoro nello stabilimento non prevede alcuno spreco: il cascame di lavorazione, prodotto da un primo taglio, viene spedito a Bicinicco dove una ditta specializzata provvede a trasformarlo in truciolati e derivati, mentre la segatura è utilizzata come combustibile per la caldaia, che alimenta l’essiccatoio e scalda gli uffici e due appartamenti. Ovviamente il legno bruciato è tutto vergine, senza alcun trattamento. Inoltre, 185 sono i Kilowatt prodotti dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto dell’azienda che serve ad alimentare uffici e macchinari.

Tra le numerose attività, l’azienda si occupa anche dì trattamenti antiparassitari in loco. Ultimo caso quello di alcune palme giunte al porto di Trieste già infette dal Punteruolo rosso. Trattate dalla Domini Legnami sono potute ripartire dopo i necessari giorni di trattamento. «Non utilizziamo alcun agente chimico – sottolinea Adriano Domini – ma eliminiamo i parassiti con il solo calore». (Fonte: Il Friuli Business)