Expo 2015, vetrina per la gestione forestale sostenibile. Fvg protagonista

expo_2015_flags___milano_by_davidhenocq-d65ar6wAll’Expo di Milano, il 60% delle strutture è legno, molto è certificato PEFC e da filiera corta italiana. Tra gli esempi da citare i padiglioni di Francia, Irlanda, Austria, Malesia, Colombia, il teatro della Sostenibilità Slow Food, numerosi stand, arredi interni, fioriere, percorsi pedonali e suppellettili. Una grande opportunità per molte aziende italiane di mostrare l’eccellenza della nostra filiera bosco-legno e spiegare i vantaggi della certificazione forestale e della gestione corretta dei boschi. L’Expo, dunque, non è solo una vetrina per le eccellenze alimentari che le diverse comunità mondiali sanno produrre e per riflettere su un rapporto più sano, lungimirante, maturo e sostenibile al tema dell’alimentazione. È anche una straordinaria vetrina per la tutela del patrimonio forestale mondiale e per la tracciabilità del legname. I milioni di visitatori attesi durante i sei mesi di durata dell’Esposizione, si troveranno davanti la testimonianza concreta dei vantaggi della certificazione forestale PEFC e delle filiere corte di approvvigionamento del legno usato per realizzare le strutture di Expo. Qualche esempio: si va dall’avveniristico “guscio” a lame parallele che ricopre i 2.000 mq del padiglione della Francia a quelli di Irlanda, Malesia e Austria, fino al suggestivo padiglione di 907 mq della Colombia. Due volte rilevante, quest’ultimo, per chi investe in certificazione forestale nella nostra regione e nel nostro Paese: il legno con cui è costruito proviene dai boschi di abete bianco delle Dolomiti friulane (certificate per la loro gestione sostenibile) e la struttura è stata realizzata dalla Legnolandia di Forni di Sopra (Udine), su disegno dello Studio Cardenas di Milano.
Sono italiani (e certificati PEFC) anche i 5 km di staccionate, realizzate interamente in larice proveniente dalle foreste certificate del Trentino, posizionate accanto ai canali d’acqua, ai percorsi pedonali e alle piste ciclabili attorno ai padiglioni fieristici. A fornirli, in questo caso, la Segheria Casolla di Lenzumo (Trento). L’azienda, tra l’altro, si è aggiudicata l’opera battendo altre 20 concorrenti internazionali, aumentando al tempo stesso il livello di sostenibilità delle recinzioni: al posto delle palizzate in legno di pino da impregnare chimicamente previste nel bando iniziale, ha proposto di fornire il larice naturale e non trattato che, grazie alla sua peculiare tessitura e agli anelli molto ravvicinati, garantisce una tenuta prolungata nel tempo senza bisogno di processi artificiali.
E poi, ancora, sono in legno PEFC le forniture di arredi urbani e le fioriere dello Spazio Frutta e Legumi (con pioppo certificato PEFC della Pianura Padana), il teatro Slow Food della Sostenibilità sul lato Est del Decumano, lo stand dell’organizzazione non governativa Save the Children (anch’essa opera della friulana Legnolandia, con legno certificato totalmente italiano) e quello dell’Associazione mondiale degli agronomi e forestali (World Agronomist Association).
«Il 60% del materiale utilizzato nell’Expo è di legno – spiega Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia –. Una consistente parte è certificato secondo lo standard PEFC e quasi tutto questo è di origine nazionale (da foreste del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia). Un risultato straordinario, probabilmente superiore alle aspettative della vigilia, che ci rende orgogliosi, soprattutto per il grande ruolo giocato dal meglio della filiera italiana bosco-legno. Expo sarà per queste aziende un’eccezionale opportunità di vedere ripagati gli investimenti nella gestione forestale sostenibile che, con lungimiranza, hanno fatto anni fa. E, al tempo stesso, potrà essere l’occasione per spiegare all’opinione pubblica mondiale che una gestione attiva e responsabile delle nostre risorse forestali permette sia di tutelare gli ecosistemi terrestri, sia di creare ricchezza economica e posti di lavoro per le comunità locali. È da ricordare, infatti, che l’Italia è un grande importatore di legname – è il 1° d’Europa – e la certificazione PEFC spinge proprio per valorizzare le filiere corte e nazionali». (Essegipress)