Foreste: ddl della giunta del Fvg per il riordino e la semplificazione

Dintorni-Pradibosco_Foreste-FVGRidare slancio al settore primario e forestale attraverso una serie di interventi normativi nell’ottica della semplificazione e del riordino, favorendo una gestione sostenibile del territorio. Questo è l’obiettivo che si propone il disegno di legge (ddl) “Disposizioni di riordino, semplificazione e razionalizzazione in materia di risorse agricole e forestali, bonifica, caccia e pesca”, composto da 119 articoli, approvato recentemente in via preliminare dalla Giunta regionale. Tra l’altro, nella misura è previsto l’ampliamento delle possibilità di intervento del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura che potrà operare a favore dei proprietari forestali i cui boschi abbiano avuto danni da agenti patogeni, avverse condizioni atmosferiche e calamità naturali.
Sempre in un’ottica di semplificazione sono previste diverse modifiche alla legge forestale: sono stati rivisti, migliorandone il coordinamento, gli strumenti di pianificazione economica delle proprietà forestali e la definizione di bosco e di arboricoltura da legno, tenuto conto delle diverse funzioni del bosco, non solo economiche, ma anche turistico-ricreative.
Con la concentrazione in Regione degli interventi contributivi vengono rafforzati, attraverso criteri omogenei e indirizzi adottati in stretta correlazione con la Pianificazione regionale, gli incentivi alle attività economiche miranti allo sfruttamento pianificato del bosco, prevedendo premialità per le forme aggregative di imprese che aderiscono ad accordi di filiera. A sostegno dei proprietari, ma anche per una migliore fruibilità dei boschi in chiave turistica, sono previsti incentivi per il recupero e l’immissione sul mercato del legname dei boschi danneggiati da eventi naturali ed eccezionali. Attenzione è stata rivolta pure alle aree abbandonate, sulle quali può essere ripresa l’attività agricola e ai boschi collocati in condizioni particolari, che rendono difficile il rinnovo naturale. L’articolato assume anche un ruolo di manutenzione dell’ordinamento aggiornando, nei suoi vari capi, le normative di settore, semplificando procedure, sopprimendo organismi considerati non essenziali, in un’ottica di miglioramento complessivo dell’azione amministrativa dell’area agricolo-forestale i cui effetti positivi si rivolgeranno sull’utenza, in particolare sulle imprese del settore primario.
Grazie a una ridefinizione del concetto di bosco, contenuta nell’articolo 81 del ddl, sarà possibile avviare l’atteso recupero sia dei terrazzamenti sul ciglione carsico, che di molti prati in montagna, che negli anni si sono inselvatichiti, per riportarli alla funzione originaria. In particolare, il termine entro il quale le aree nelle quali è in atto un processo di rimboschimento naturale non vengono considerate bosco, sale da 10 a 20 anni: un periodo di tempo ritenuto più consono al concetto di bosco. Contestualmente, viene estesa l’esclusione dalla definizione di bosco anche ai frutteti e alle tartufaie identificabili come coltivate. Dal momento che boschi e foreste sono sottoposti a vincolo paesaggistico, e quindi la loro modifica va sottoposta alla relativa procedura autorizzativa, questa norma permetterà di non considerare bosco i terrazzamenti artificiali e i prati coinvolti in processi di imboschimento naturale.
Per il ciglione del Carso Triestino questo provvedimento consentirà di perseguire uno sviluppo dell’agricoltura compatibile con le peculiarità del territorio e con la necessità di una produzione orientata alla qualità e al recupero delle produzioni tipiche, tra cui in special modo quelle vitivinicole. Tutto questo sotto il controllo attento di una rinnovata pianificazione che regolerà anche questo aspetto. (Essegipress)