Fvg e Lombardia chiedono norme semplificate per la filiera bosco-legno

20101214020009_PattoperlafilieraboscolegnoenergiaGli assessori all’agricoltura del Fvg, Cristiano Shaurli e della Lombardia, Gianni Fava, hanno scritto al coordinatore della Commissione Politiche Agricole, Michele Emiliano, per sostenere la filiera bosco-legno Made in Italy e, soprattutto, per chiedere l’approvazione urgente di un percorso di semplificazione normativa per il settore forestale, obiettivo peraltro già concordato al Tavolo di Filiera Legno tra Stato, Regioni, enti nazionali, Università, organizzazioni professionali e associazioni di categoria.
Fvg e Lombardia, hanno scritto Shaurli e Fava, sono fra i più importanti produttori di legname di qualità di pioppo. Si tratta complessivamente di legname destinato al design, ai pannelli, all’industria del mobile, alle costruzioni, indiscussi simboli del Made in Italy, mentre i cascami sono utilmente oggetto di reimpiego per la produzione di energia rinnovabile. Fvg e Lombardia, assieme a Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna e alle associazioni di categoria hanno già sottoscritto lo scorso 29 gennaio, a Venezia, uno specifico Accordo interregionale sul pioppo, cui ne seguirà uno altrettanto specifico per il legno proveniente dai boschi di queste regioni e favore della filiera corta.
La proposta di revisione normativa scaturita dal Tavolo di Filiera, hanno aggiunto Shaurli e Fava, si caratterizza per diversi elementi di novità, tra i quali l’individuazione di regole base di gestione forestale sostenibile in linea con i protocolli internazionali e con le norme già in vigore negli altri Paesi dell’Ue, la semplificazione di iter amministrativi, il riconoscimento del ruolo svolto dalla viabilità a servizio dei boschi per una efficace, puntuale e meno costosa manutenzione del territorio e per rendere economicamente convenienti, oltre che più sicuri, i lavori forestali.
Fra le richieste avanzate da Shaurli al ministro Maurizio Martina, in particolare, c’è l’eliminazione del procedimento di autorizzazione paesaggistica per la realizzazione delle opere di viabilità forestale, senza peraltro individuare nuove procedure sostitutive di valutazione in capo alle Soprintendenze. Si è inteso ribadire, hanno evidenziato Shaurli e Fava, che tutte le opere di viabilità forestale sono finalizzate alla manutenzione e gestione del territorio e del paesaggio. Nessuna deregulation incontrollata, visto che rimarranno le autorizzazioni in base al vincolo idrogeologico, ai cambi di destinazione d’uso dei boschi, alla disciplina urbanistico-edilizia ove previsto e, per le aree ricadenti nella Rete Natura 2000, alle procedure connesse alla valutazione di incidenza.
Al coordinatore Michele Emiliano, è stata sottolineata l’urgenza di pervenire in tempi rapidi all’approvazione del nuovo testo legislativo. In tale prospettiva, è di estrema importanza che la Commissione Politiche Agricole si attivi sensibilizzando il ministro ad accelerare l’approvazione stessa superando, previa condivisione, le obiezioni del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
In Fvg i boschi coprono circa 320.000 ettari, pari al 40% del territorio regionale, di cui 80.000 anche certificati per la gestione forestale sostenibile secondo lo schema internazionale PEFC (il più diffuso nel mondo). In pianura, ai boschi si aggiunge l’arboricoltura da legno, in particolare la pioppicoltura, con circa 3.600 ettari stimati di cui, oltre la metà, sempre certificata PEFC a garanzia della maggiore sostenibilità ambientale. Ogni anno, in regione, si tagliano tra i 140.000 e i 200.000 mc di legname, pari al 15-20% dell’incremento potenzialmente disponibile, con forti margini di miglioramento e, comunque, sempre entro i paletti della sostenibilità ambientale. (Fonte: ARC)