Gottardo: note in merito alla nuova legge nazionale per le risorse forestali

Legno Servizi ha voluto organizzare questo incontro per collaborare alla riuscita della 1° edizione friulana di BOSTER. Speriamo che questa iniziativa sia utile ai presenti, e, soprattutto, gradita agli organizzatori ai quali, per primi, porgo i nostri ringraziamenti anche per lo stand che ci hanno voluto offrire e che abbiamo predisposto assieme alla rete d’imprese per l’Abete bianco e che vi invito a visitare. Inoltre ringrazio tutti i relatori che hanno voluto essere qui presenti oggi, in particolare la dottoressa Stefani, reduce da un tour de force istituzionale che l’ha vista all’estero fino a ieri e che oggi sostituisce l’onorevole Olivero, trattenuto all’estero per incombenze di governo non rinviabili. Ringrazio l’onorevole Zanin che ha attivamente collaborato alla riuscita di questo incontro e che non manca mai di dare il suo prezioso contributo alle tematiche della montagna e del bosco e altresì l’assessore regionale Shaurli che ha aderito prontamente al nostro invito e che trarrà le conclusioni di queste due ore di dibattito. Infine, l’amico ex collega e l’amico Zanutti di Legacoop che, voglio ricordarlo, è anche un forestale che ha sempre a cuore il bosco, il legno, la montagna.

Questo convegno fa seguito idealmente a quello di aprile 2016, a Meduno, dove venne fatto il punto sulla legge delega per le risorse forestali. Fa seguito perché, a pochi mesi dalla fine della legislatura, l’avanzamento dei lavori istituzionali appare lento se non incagliato in un iter complesso e lungo che bene descrive l’ottimo articolo di Sherwood: “Nel momento in cui questo articolo viene scritto si stanno svolgendo gli incontri bilaterali tra i Ministeri competenti per giungere al definitivo testo coordinato. Successivamente l’iter prevede, con tempi codificati dalla delega, la trasmissione della proposta al Consiglio dei Ministri che provvederà a raccogliere i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, e delle Commissioni parlamentari competenti. Successivamente il Mipaaf dovrà rispondere ai pareri, prima della trasmissione al Consiglio dei Ministri per l’approvazione finale. Il tutto vede come data ultima il 28 gennaio, anche se la delega prevede la possibilità di eventuali 90 giorni di proroga”. Ecco, sono questi tempi stretti che ci preoccupano, tempi che potevano già essere stati utilmente sfruttati nell’ultimo anno dacché è stato approvato il collegato agricolo, per portare a buon fine il lungo lavoro fatto dal tavolo nazionale.

L’esigenza di riorganizzare e aggiornare il D. Lgv 227/2001 è ormai urgente, non tanto perché le Regioni, e in particolare quelle più organizzate e strutturate in materia di boschi, siano state con le mani in mano nel frattempo; cito, per tutti, il documento interregionale del Nord, siglato a Verona del febbraio 2016, che traccia linee e tempi impegnativi per i firmatari, quanto perché la gestione del  bosco e la complessa materia dell’economia forestale hanno assunto un’importanza strategica e integrata con altri settori quali l’energia, la difesa idrogeologica, la tutela del paesaggio, la stabilizzazione dell’economia delle aree interne, la conservazione dei luoghi di lavoro e delle competenze lavorative.

Oggi il mondo delle foreste chiede questo e chiede quindi norma che, confermando il principio costituzionale della competenza di tutte le regioni sulle foreste, e quindi, riconoscendo implicitamente, le peculiarità che ognuna di esse contiene in tale materia, agevolino la gestione attiva quale strumento indispensabile a garantire il governo del territorio e il coerente perseguimento degli impegni internazionali in materia forestale, clima, ambiente, natura e paesaggio.

Ma, se questo, bene o male, c’è nella proposta circolante, vi sono tuttavia alcuni punti o elementi che vanno implementati per ottenere un prodotto completo. Mi riferisco alle filiere, alla commercializzazione del legno, ai controlli.

Il primo aspetto riguarda la normazione, attraverso strumenti e meccanismi di sostegno, della capacità dei territori di organizzarsi in filiere o in circuiti economici che gli consentano prima di costruire processi di difesa dell’economia locale e poi di confronto con il mercato. Occorre, in buona sostanza, cominciare ad affermare, e io non sono che uno degli ultimi a farlo, che l’economia forestale abbisogna in maniera specifica di protezione perché è ovunque una realtà troppo debole per confrontarsi e vincere direttamente le sfide del mercato (specie in regioni di frontiera come il Friuli VG). Nessuno vuole sottrarsi al confronto e all’innovazione, al progresso, ma condividere le stesse regole tra nani e giganti (come l’Austria), è come pretendere che la lumaca vinca i 100 metri piani solo perché è stata ammessa alla partenza quando a fianco si trova una lepre ben allenata. Quindi, bisogna avere la capacità di riconoscere queste diversità, riconoscere non solo il valore del bosco, ma anche il valore dell’uomo che vive di bosco e di legno, e trovare le risposte adeguate a tale riconoscimento, consentendo e agevolando processi di aggregazione e associazionismo sempre difficili nel mondo rurale. A me pare che questo sia ancora sotto traccia nel testo circolante e che vada meglio esplicitato e approfondito.

Il secondo aspetto che trovo mancante è la valorizzazione della commercializzazione del legname: trovo la parola “commercializzazione” solo in riferimento ai materiali di propagazione forestali di moltiplicazione o illegali. Ciò che si deve fare è, invece, considerare la commercializzazione del legname come uno degli elementi base per la sua valorizzazione, cioè per aumentare il reddito del proprietario/venditore ed elevare i livelli qualitativi del materiale circolante in tutta la filiera. Non possiamo continuare a dire che siamo pieni di legno, che lo dobbiamo usare, che dobbiamo essere un elemento di fornitura del nostro sistema industriale senza dirci mai che la più parte del nostro legname è di scarsa qualità e omogeneità, non regge il confronto qualitativo con quello estero e che il sistema non riesce a garantire continuità di fornitura nel tempo e nello spazio. Quindi, miglioramenti colturali da una parte e vendita di materiali qualificati a strada dall’altra: usciamo un passo alla volta, ma con decisione, dalla vendita in piedi e a corpo che danneggia il proprietario e ingrassa il commerciante, e imbocchiamo la strada della vendita all’imposto. Questa sarebbe la vera innovazione, un autentico passo in avanti, foriero di maggior valore, trasparenza, legalità, certezza dei risultati finali.

Il terzo e ultimo aspetto riguarda i controlli sulle attività boschive che vanno fatti a tutela dei proprietari venditori, delle imprese boschive, della sicurezza dei lavoratori, a contrasto della diffusa illegalità ancora esistente. Mi ricordava, l’altro giorno, un imprenditore di come sia cambiato, nei luoghi di lavoro, l’approccio culturale ai problemi della sicurezza; quello che 20 anni fa sembrava un inutile appesantimento (vestiari, regole, procedure, protocolli, ecc.) oggi è diventato quasi normalità e sicuramente un fattore di progresso e miglioramento aziendale. Se così è, anche la materia dei controlli deve entrare nella norma in discussione o, quanto meno, essi devono essere richiamati, rinviandoli alle norme esistenti, perché la sicurezza in bosco, in deposito, in segheria, la certezza della provenienza, la corretta assunzione dei lavoratori sono tutti elementi di innovazione e progresso che, alla lunga, pagano anche sul valore del legname venduto. Ricordo e concludo che, questa materia, assieme all’onorevole Zanin, a CONAIBO e ad AIEL, Legno Servizi l’ha affrontata 2 anni fa con il Ministero dell’Economia tentando, tutti assieme, di far approvare una norma che facilitasse l’emersione del nero nelle compravendite di legname. Non se n’è fatto nulla e forse, chissà, una sua riproposizione nel testo in discussione potrebbe avere maggiore fortuna.

Ringrazio per l’attenzione e mi scuso se sono stato troppo lungo, ma ci tenevo a precisare questi elementi ancora assenti o poco presenti nel testo circolante perché l’incontro di oggi è fatto non solo per ascoltare a che punto sta la legge, ma anche un’occasione, forse l’ultima possibile, per proporre integrazioni o modifiche da parte dei portatori di interesse a chi, qui presente, ha l’autorità per recepirle, cosa che invito tutti voi a fare nel dibattito che seguirà gli interventi degli oratori.

(intervento di Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi s.c. all’inaugurazione della Fiera BosTer, tenutasi a Paluzza)