In Fvg la prima certificazione di qualità Biomass Plus

legna_da_ardere-640x360Una soluzione a favore della tutela dell’ambiente e a difesa del consumatore, ma anche uno strumento che agisce contro l’economia sommersa: sono le caratteristiche principali di Biomass Plus, il Certificato studiato dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali (Aiel) per la legna da ardere e il cippato. La presentazione si è tenuta recentemente nella sede della Regione Fvg, a Udine, alla presenza – tra gli altri – dell’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli e di Giorgio Zanin, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.
La scelta del capoluogo friulano quale sede dell’evento non è stata casuale, visto che il primo Certificato Biomass Plus in Italia è stato ottenuto proprio da un’azienda con sede a Udine.
Biomass Plus è nella fattispecie un’ulteriore garanzia di qualità che interessa la filiera di produzione del legno da ardere. Pertanto, come ha spiegato il direttore generale di Aiel, Marino Berton, il controllo è effettuato “dal bosco al camino”. Tale precisa verifica permette di ottenere più obiettivi: la tracciabilità del materiale, la sostenibilità ambientale del prodotto, la sua qualità generale e la possibilità di scelta consapevole del cittadino.
Lo schema di certificazione elaborato da Aiel, ha sottolineato l’assessore, è funzionale alle politiche dell’Amministrazione regionale che punta a un prelievo legnoso moderno e sostenibile. Infatti, quest’anno la Regione Fvg è stata promotrice dell’Accordo interregionale sul prelievo legnoso che punta a dare un sostegno all’economia del settore agendo sul prelievo del legno e rispondendo alle esigenze ambientali e allo sviluppo sostenibile. Per il Fvg, in particolare, si tratta di un aspetto cruciale, poiché il territorio regionale è, per il 40%, coperto da foreste e, dal loro accrescimento annuo, il prelievo di legno è attualmente pari al 15%. Dai dati statistici, inoltre, emerge che in regione la legna è l’unica fonte di calore per il 9% della popolazione, mentre quasi un quinto delle famiglie usa i prodotti del legno come integrazione ad altri tipi di combustibile.
Di fronte a questi dati, tuttavia, il Certificato di qualità non ha solo una valenza economica e ambientale. Come ha spiegato Zanin, infatti, la certificazione è anche un modo per incentivare le aziende ad agire secondo i principi di legalità. In tal modo l’economia in nero si riduce, non solo nell’interesse dello Stato, ma anche e soprattutto, per il bene del cittadino che ha modo di acquistare un prodotto di qualità. A tal proposito, Shaurli ha dichiarato che la Regione non si limiterà alla sola educazione del consumatore, ma intende pure promuovere dei percorsi di formazione per i produttori. (Fonte: ARC)