L’abete bianco, risorsa per la montagna friulana

 

Gottardo.Convegno abete biancoL’importanza dell’abete bianco (Abies alba) è stato al centro del dibattito del seminario: “Abete bianco: specie preziosa del bosco carnico”, tenutosi nei giorni scorsi a Paularo (Udine). Dopo i saluti del Sindaco, Daniele Di Gleria, a spiegare l’importanza di questa conifera sono stati Marco Tarussio, presidente dell’omonima segheria; il presidente della cooperativa Legno Servizi, Emilio Gottardo (“Una Rete di imprese per la valorizzazione dell’abete bianco”); gli architetti Franco Laner (dell’Università Iuav di Venezia) e Paolo Zuliani; il dottore forestale Angelo Fueves Nova e l’agronomo Enos Costantini.

Degli attuali 2 mila metri cubi di legname di abete bianco lavorato in Carnia ogni anno, 1.500 metri cubi vengono utilizzati da Legnolandia di Forni di Sopra e 500 dall’Industria legnami Tarussio di Paularo. Ora l’obiettivo è quello di raggiungere almeno quota 4 mila metri cubi. L’abete bianco rappresenta una vera risorsa per la montagna friulana: resistente e non resinoso, a chilometri zero, valorizza le risorse forestali assicurando occupazione locale. Quello ricavato dall’abete bianco è un materiale molto versatile, resistente all’uso e alle intemperie. Una volta messo in opera, inoltre, non necessita di verniciatura. Si pensi che, in passato, gli edifici di Venezia venivano costruiti su fondazioni sorrette da pali in larice e abete bianco. Nei boschi carnici e in quelli della Valle d’Incarojo in particolare, l’abete bianco è una conifera assai diffusa e, dunque, ricca di potenzialità prestazionali e per diversi usi, strutturale compreso. (Essegipress)