Montagna Fvg: foreste certificate e malghe, patrimonio agricolo e turistico

maxresdefaultDue giorni di sopralluogo per l’assessore regionale del Fvg alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli al sistema malghivo e forestale della Carnia. Un comprensorio di 4.000 ettari di territorio montano attraversato da 35 chilometri di piste forestali, basato su un’economia nella quale convivono agricoltura, gestione sostenibile dei boschi e turismo.
«Ascoltare chi lavora quotidianamente nelle nostre malghe, produce prodotti di eccellenza e svolge anche un servizio per l’intera comunità, sia in termini turistici sia di sicurezza e tutela del paesaggio, è un dovere – ha dichiarato Shaurli -. È inoltre fondamentale fare rete fra le pubbliche amministrazioni e i gestori e, insieme alla Regione, concordare investimenti e manutenzioni sia sulle infrastrutture che sugli immobili per valorizzare appieno un patrimonio agricolo e turistico in parte ancora inespresso».
Il sistema malghivo della Carnia comprende una cinquantina di strutture che riaprono ogni estate verso metà giugno, quando avviene il rito della monticazione e le mandrie vengono portate nei pascoli di alta quota, che rappresentano «una realtà produttiva che conserva antiche tradizioni casearie e che ha acquisito nuove opportunità con l’incremento degli ettari di bosco certificati PEFC (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale), ma che sconta anche oggettivi problemi, soprattutto per quanto concerne la viabilità». Un tema che l’assessore ha rimarcato anche in occasione delle recenti variazioni di bilancio quando ha chiesto e ottenuto un aumento pari a 110 mila euro dello stanziamento per interventi a carico delle piste forestali.
«Tra fine settembre e inizio ottobre – ha concluso Shaurli – a chiusura della monticazione e dopo il rientro delle mandrie dai pascoli di alta quota organizzeremo un incontro fra operatori, amministrazioni locali interessate e Regione per individuare strategie condivise, con l’obiettivo di salvaguardare la tradizione dei nostri prodotti caseari di alta qualità, contribuire alla valorizzazione delle malghe sotto il profilo turistico e mantenere curati pascoli e alpeggi a presidio del territorio». (Fonte: ARC)