Opportunità e spazi di crescita per il legno nazionale

crescita«Il panorama per il settore delle case di legno non è roseo. Di più, il sole splende: fra il 2006 e il 2010, il numero di abitazioni realizzate in legno è quintuplicato, passando da poco più di mille a 5 mila e, nel 2015 arriveremo a sfiorare le 8mila unità (circa il 50% in più), al netto delle costruzioni post terremoto in Abruzzo». L’ha detto in suo recente intervento, a Firenze, Paolo Mori della Compagnia delle Foreste di Arezzo. La tendenza positiva è resa ancora più evidente dal fatto che, in contrasto, l’edilizia tradizionale, nel2013, ha segnato un -30%.

«L’offerta privata di legname, però, è quasi sconosciuta e l’offerta pubblica appare disorganizzata – ha sottolineato Mori -. Ma ci sono alcune eccezioni positive: il Consorzio forestale Alta Val Susa, a esempio, e la cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo (Udine)». Secondo Mori, infine, per cogliere le opportunità di sviluppo offerte del settore, è necessario: creare un collegamento più stretto tra edilizia in legno e territorio; valorizzare le specie di pregio attraverso una gestione attiva e un adeguato sistema di commercializzazione; promuovere, nelle aree adatte, i nuovi sistemi di Piantagioni Policicliche Permanenti; creare le condizioni per diffondere le buone pratiche imprenditoriali che hanno già dimostrato di avere successo nel territorio italiano; conoscere e monitorare il mercato del legno attraverso un servizio costante e capillare, rivolto sia alle necessità dell’industria che a quelle dell’artigianato; ricostruire il legame tra produttori e trasformatori italiani del legno. (Essegipress)