Riscaldamento a legna, le biomasse sono il nostro petrolio

progetto-fuocoRilanciare il bosco come “industria energetica”, il nostro petrolio. E creare posti di lavoro evitando di importare pellet dall’estero. È il messaggio che arriva dalla IX edizione di “Progetto Fuoco”, la Mostrainternazionale di impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione di legna tenutasi a Verona, con 653 espositori da 36 Paesi diversi e 17 mila visitatori. Infatti, sono circa 10 milioni in Italia le case con impianti a legna e pellet che riscaldano l’abitazione, l’acqua e anche forni e cucine. Numeri a cui fanno da contraltare quelli sul fronte dei consumi che, nel 2013, ha visto 27,3 milioni di tonnellate di biomasse legnose di cui 19,3 di legna da ardere, 4,7 di cippato e 3,3 di pellet. Sul versante economico, soltanto la produzione di stufe porta a un fatturato di 700 milioni di euro e dà lavoro a 3.000 persone, mentre il mercato delle caldaie è in aumento del 20% annuo, con un fatturato di 150 milioni di euro e 2.500 dipendenti. L’Italia consuma il 40% del pellet commercializzato in Europa: 3,3 milioni di tonnellate in totale. Ma a tale consumo non corrisponde altrettanta produzione nazionale, ferma attorno alle 300.000 tonnellate. Per questo importiamo pellet da 40 Paesi. Quindi, c’è da rilanciare la nostra filiera del legno, dal bosco al pellet; dai mobili alla legna da ardere. Inoltre, i due terzi dei nostri impianti a legna, 5 milioni di stufe e caminetti, sono obsoleti e andrebbero sostituiti con quelli di ultima generazione prodotti dall’industria italiana e addirittura precursori delle più restrittive norme tedesche che entreranno in vigore, in Germania, nel 2015. Sarebbe una risposta al rischio ambientale e anche uno straordinario incentivo occupazionale.

Dal punto di vista energetico le biomasse legnose hanno prodotto una quantità di energia complessivamente pari a 9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep): il 95% destinata a produrre energia termica e il 5% energia elettrica. Rispetto al Piano nazionale per le energie rinnovabili che, tra le altre indicazioni, prevedeva al 2020 un obiettivo di energia termica prodotta dalle biomasse solide pari a 5,2 Mtep, al 2013 abbiamo raggiunto quota 8,55 Mtep. (Essegipress)