Una nuova politica per i boschi italiani

Il “Testo unico forestale”, approvato di recente, contiene le misure per provare ad avviare una gestione sostenibile del bosco, garantire nuove opportunità di lavoro e reddito per le comunità delle aree interne e avere più capacità d’intervento per evitare gli incendi.

Le foreste coprono un terzo del nostro Pianeta e sono un alleato imprescindibile per raggiungere gli obiettivi sul clima, dal momento che stoccano 300 milioni di tonnellate di CO2 e il 40% delle nostre emissioni di gas serra a livello globale. Il legno ricavabile dalle foreste è la principale fonte di energia per gran parte del genere umano e per la Fao è anche “l’energia del futuro” perché i residui del legno entrano nella catena di produzione dei biocarburanti per automobili e aerei. A livello globale, le foreste possiedono un contenuto energetico 10 volte maggiore del consumo di energia primaria annuale, dato che le rende una delle principali risorse rinnovabili per il soddisfacimento del fabbisogno mondiale di energia. Tuttavia l’Italia, annualmente, acquista dall’estero centinaia di migliaia di tonnellate di legna, cippato e pellet perché sono poche le attività in foresta.

Le foreste e i boschi italiani sono in salute e sono cresciuti negli ultimi decenni, secondo l’Inventario Nazionale delle Foreste. In particolare la superficie forestale della Penisola è cresciuta del 5,8% rispetto al 2005 ed è di circa 11 milioni di ettari. Di tale incremento, solo 1.700 ettari l’anno però sono dovuti a imboschimento, il resto è il risultato dell’espansione naturale del bosco, conseguente al progressivo abbandono delle attività agro-silvo-pastorali. L’aumento ha portato le foreste della Penisola a ricoprire il 34% dell’intera superficie italiana e il 5% della superficie europea, posizionandosi al sesto posto in Europa (Russia esclusa). Dopo 17 anni si interviene, finalmente, con una nuova disciplina organica per la valorizzazione del patrimonio boschivo e forestale.

Il nuovo “Testo unico forestale”, dunque, ha l’obiettivo di promuoverne una corretta gestione attiva del bosco. La norma prevede diverse misure:
– una Strategia forestale nazionale, nuovo strumento di programmazione e pianificazione che avrà durata ventennale;

– il rilancio delle attività della filiera vivaistica forestale nazionale, con posizione centrale del Mipaaf nel coordinamento stretto tra tutti gli Enti competenti per la raccolta e la divulgazione di dati quantitativi e qualitativi sulle foreste;

– le definizioni chiave, tra cui quella di bosco, valide ai fini dell’applicazione delle norme statali, e delle aree che a bosco sono assimilate;

– criteri minimi uniformi e sostenibili per le attività di gestione forestale, demandando alle singole Regioni il compito di declinarli tenendo conto della ricchezza e varietà degli ecosistemi forestali lungo tutta la Penisola;

– una più stretta disciplina sulla trasformazione di aree boscate in altra destinazione d’uso, mantenendo saldo il principio dell’obbligo di compensazione; 

– innovativi principi per facilitare e incentivare la gestione di superfici forestali accorpate, anche quando i proprietari siano molti e le superfici unitarie piccole e piccolissime. 

La norma è arrivata dopo un lungo percorso di lavoro del Tavolo nazionale filiera legno e dei diversi incontri e convegni preparatori promossi dal Mipaaf e dalle Regioni. (fonte: Teatro Naturale)