Usiamo gli appalti pubblici per rafforzare la filiera legno italiana

appalti-pubbliciIl PEFC Italia, insieme a COSPE, CISV e GVC, ha scritto al ministro dell’Ambiente per incrementare la diffusione degli “acquisti verdi” nelle pubbliche amministrazioni. Uno strumento che aiuterebbe a valorizzare le foreste italiane, le economie locali e a ridurre l’importazione di legno estero. L’occasione è stato il 21 marzo, giorno scelto dall’Onu per celebrare la Giornata Internazionale delle Foreste, per far sì che non si traduca per l’Italia nella commemorazione di una “filiera mancata”.

Nella lettera, le Associazioni hanno chiesto al ministero dell’Ambiente di fare in modo che, anche in Italia, le gare d’appalto di tutte le pubbliche amministrazioni per l’acquisto di beni tengano costantemente in considerazione gli aspetti ambientali con criteri premianti. In termine tecnico: Green Public Procurement (GPP), politiche degli acquisti “verdi”. Uno strumento che potrebbe portare notevoli vantaggi, eppure ancora poco sfruttato. Attualmente nel nostro Paese, gli appalti pubblici verdi sono poco sviluppati, nonostante siano previsti da precise Direttive comunitarie. Eppure l’acquisto di beni e servizi per le pubbliche amministrazioni, che da solo rappresenta il 17% del Pil nazionale, sarebbe una leva determinante per lo sviluppo, sostenibile, del settore forestale, a patto che si valorizzi il legname nazionale.

Qualcosa negli ultimi tempi si è mosso, gli appalti verdi sono oggi abbastanza diffusi nelle mense e nel settore alimentare, dove la filiera corta è divenuta quasi un “must”. Ma tali pratiche virtuose vanno estese ad altri livelli della pubblica amministrazione, in particolare per quanto riguarda l’uso di derivati del legno: arredi per esterni, parquet, imballaggi, carpenteria, cancelleria (oltre alla carta da fotocopie, arredi interni e serramenti per esterni, già considerati nei Criteri Ambientali Minimi dal Ministero).

Nell’appello si chiede di valorizzare le filiere locali del legno investendo nelle filiere “di prossimità”. Non solo per incrementare il giro d’affari delle aziende e di conseguenza il numero di posti di lavoro. Ma perché privilegiare l’uso di legno locale e certificato aiuta a salvaguardare il territorio, riducendo i rischi di erosione, dissesto idrogeologico e incendi boschivi per mancanza di manutenzione. E offre un’opportunità di futuro per molte comunità, rurali e montane, evitando lo spopolamento di numerose aree marginali. Questo è stato confermato dai risultati della ricerca sul valore sociale dell’attività forestale in Italia svolto dai promotori dell’appello.

Maggiori informazioni: www.forestintheworld.org e www.pefc.it.