Al via gli incentivi regionali per i giovani imprenditori della montagna

A partire dal 1 febbraio, i nuovi giovani imprenditori che avviano un’attività in montagna possono presentare progettualità e richieste di contributo alla Regione. Le modalità di accesso agli incentivi sono contenute nella legge di Stabilità 2020.

«Abbiamo scelto di investire sui giovani – afferma l’assessore alle Risorse agroalimentari e montagna, Stefano Zannier – per garantire una prospettiva di sviluppo al territorio montano, dando loro la possibilità di ricevere finanziamenti per un ventaglio quanto più ampio possibile di attività proprio con l’intento di raccogliere le idee più innovative, senza ingabbiare gli imprenditori in definizioni precostituite, ma dando loro piena fiducia. Abbiamo fatto in modo – ha detto inoltre – che le procedure di presentazione, che avverranno a sportello, richiedano il minor numero possibile di documenti e la massima semplicità nella compilazione, così che un giovane possa gestire da solo la pratica e non desista davanti ad un eccesso di burocrazia».

Il canale contributivo conta attualmente su un budget di 800mila euro che potrà essere incrementato successivamente in base al volume delle domande che perverranno in Regione. In ogni caso, questi canali contributivi sono destinati a restare aperti nei prossimi anni per rispondere a una strategia specifica che la Regione ha inteso attivare sul rilancio della montagna. 

Gli incentivi sono riservati ai giovani di età compresa tra 18 e 41 anni non compiuti che si impegnano a costituire nuove imprese o sviluppare imprese esistenti in zona montana (zone B o C) con l’obbligo di mantenere la residenza per almeno 5 anni.

Le attività finanziabili sono la produzione di prodotti agricoli, l’allevamento, la loro trasformazione e commercializzazione, ma anche la gestione forestale e la trasformazione del legno. 

I contributi sono concessi in regime de minimis con massimali diversi a seconda del tipo di investimento (20mila euro per investimenti nella produzione primaria e 200mila euro per investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti, anche non agricoli).

L’intensità di aiuto è molto elevata e va dall’80% sulla spesa ammessa, che arriva fino al 100% per l’acquisto di terreni utile a contrastare la parcellizzazione delle proprietà e a incentivare, attraverso i giovani, la ricongiunzione di terreni spesso divisi in micro proprietà familiari. (Fonte: ARC)