Boschi e agricoltura innovativa determinanti per ridurre le emissioni

Agricoltura e foreste contribuiscono efficacemente alla lotta ai cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle proprie emissioni, l’efficientamento dei sistemi produttivi e dell’impiego delle risorse naturali, lo sviluppo delle energie rinnovabili, l’assorbimento di CO2 attraverso lo stoccaggio di carbonio nel suolo e nella vegetazione e mediante tecniche appropriate di coltivazione.

Lo ha ribadito Confagricoltura alla fiera Ecomondo, svoltasi a Rimini, dedicando un approfondimento al tema, sfatando le fake news che accusano il settore primario di essere il principale responsabile delle emissioni in atmosfera. L’agricoltura e la silvicoltura, al contrario, possono svolgere un ruolo ancora più importante nel processo di transizione verso un’economia neutra sotto il profilo delle emissioni di gas a effetto serra. 

Lo riconosce la Commissione europea nella Comunicazione “Un pianeta pulito per tutti” presentata al Consiglio Ue e dibattuta nell’ambito dello stesso, e lo documenta anche il Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell’Onu (Ipcc) nel rapporto mondiale presentato nei mesi scorsi. Da qui la necessità di comunicarlo e spiegarlo, in particolare ai più giovani, alla Generazione Z, molto attenta al futuro del pianeta, ma allo stesso tempo a digiuno di conoscenza diretta del mondo rurale.

La Ue indica alcuni scenari che permetterebbero di conseguire riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra che possono variare da -80% a zero emissioni nette entro il 2050 (rispetto al 1990) e suggerisce, per raggiungere il traguardo, di sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla tecnologia e dall’economia circolare, dall’innovazione, nonché dall’uso su larga scala dei pozzi naturali terrestri di assorbimento del carbonio, in particolare in agricoltura e silvicoltura. 

Il patrimonio forestale nazionale è di 11,7 milioni di ettari (il 39% della superficie totale nazionale), con un incremento di oltre 3 milioni in 30 anni. Si tratta ora – evidenzia Confagricoltura – di favorire le misure che sfruttino le potenzialità delle soluzioni naturali per diminuire le emissioni di gas serra, in particolare l’innovazione, le tecnologie intelligenti, la digitalizzazione, che sono alla base dell’agricoltura di precisione finalizzata a una reale sostenibilità, con benefici ambientali ed economici. 

In linea con il Green New Deal, inoltre, Confagricoltura propone di incentivare comportamenti e azioni virtuose coinvolgendo tutti gli attori responsabili, dalle amministrazioni ai semplici cittadini, secondo una programmazione che evidenzi le responsabilità degli interventi, in modo che si possano effettivamente verificare i risultati, misurare l’efficacia delle azioni, attribuire meriti e demeriti e, infine, stabilire una nuova strategia di intervento che sia effettivamente calibrata sugli obiettivi non ancora raggiunti. (Fonte: Confagricoltura)