Ladri di alberi in Romania Uccisa un’altra guardia forestale


Sposato, tre figli, Liviu, trent’anni, portava con orgoglio e senza paura la divisa di “ranger”, un lavoro impegnativo e di responsabilità in un Paese ricco di preziosi boschi da proteggere. È stato ucciso da criminali senza scrupoli. Liviu Pop è l’ultima guardia forestale assassinata in Romania, la vittima più recente di quella che ha tutti gli elementi di una guerra alle autorità e ai ranger non compiacenti dichiarata dalla “mafia dei boschi”, gruppi di malviventi che si stanno arricchendo spogliando, da anni, le foreste del Paese Ue, casa di circa metà delle ultime foreste vergini d’Europa.

Pop è stato trovato morto nei giorni scorsi in una foresta privata della regione di Maramures, sul suo corpo i segni dei proiettili di un fucile da caccia. Era uscito sul terreno per rispondere a una soffiata. Qualcuno lo aveva informato di un caso di disboscamento illegale; lui ha risposto con prontezza, scontrandosi con la reazione dei criminali. «Sfortunatamente ladri di alberi hanno ucciso la guardia forestale Liviu Pop, la violenza usata contro di lui è indescrivibile», ha scritto su Facebook il general manager di Romsilva, George Mihailescu, colosso pubblico che si occupa della gestione di gran parte del patrimonio boschivo romeno.

Patrimonio che è da decenni a rischio causa lo sboscamento selvaggio, anche delle aree di maggior valore. La mafia dei boschi poi rivende il legname – per riscaldamento o alle industrie – non solo in Romania. Secondo Greenpeace la Romania sta perdendo così da decenni tre ettari di foreste l’ora. Il mese scorso tre Ong – Agent Green, ClientEarth ed EuroNatur – avevano denunciato Bucarest alla Commissione Ue, accusando la Romania di fare poco o nulla per arginare il fenomeno. Ma se le autorità centrali tardano a muoversi, a pagare sono i “ranger” in prima fila, come Liviu Pop. Non è il solo. Un’altra guardia forestale, Raducu Gorcioaia, è stata uccisa il mese scorso vicino a Pascani, sempre da tre “ladri di boschi”, mentre solo dall’inizio dell’anno sono stati 16 i casi di aggressione contro dipendenti di Romsilva.

E sono sei negli ultimi anni i guardaboschi uccisi in situazioni simili, hanno denunciato i media locali dopo che il caso Pop ha provocato enorme scandalo. E ancora più discutere hanno fatto le rivelazioni del quotidiano Adevarul e di altri giornali locali, che hanno suggerito che le indagini sarebbero sul punto di venir insabbiate.